14/11/2017

Non più l’assegnazione presso una sola abitazione (di un solo genitore) ma presso quella di entrambi, a settimane alterni. È quanto ha deciso una sentenza del Tribunale di Roma su un caso di separazione consensuale, potendo dunque parlare di “affidamento paritetico”, che va oltre il classico affidamento condiviso.

La decisione ricalca una sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi la scorsa primavera (rileggi l’articolo nelle nostre News qui ) e le linee guida sul concetto di bi-genitorialità. In sintesi il documento precisa che i figli devono avere pari occasioni ed opportunità di frequentare tanto la madre quanto il padre, con domiciliazione presso tutti e due i genitori. Qualora si verificasse che i minori abbiano frequentato un genitore più che un altro dovrà essere stato sempre per scelta dei bambini e non di un giudice o di imposizioni legali.

Quindi due le novità: la mancanza del collocamento ed una frequentazione alternata, ribadite dunque anche dal Tribunale di Roma. Ricordiamo che il Tribunale brindisino aveva deliberato anche sulle spese da sostenere, per cui i genitori dovranno continuare a mantenere i figli in maniera diretta, come ci si comporta in una famiglia ancora integra. Per quanto riguarda le spese, invece, occorre distinguere tra spese che possono essere previste ed altre impreviste. Le spese che rientrano nel budget di previsione vengono dunque suddivise in parti uguali tra entrambi i genitori, mentre quelle impreviste verranno gestite secondo le risorse disponibili da entrambi.

Insomma, quando i genitori si trovano in regime di concordia ed i figli reagiscono bene, va benissimo un regime alternato di settimana in settimana; ma necessita il consenso e la disponibilità di tutti.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano