24/01/2017

Non avere abbastanza denaro per riuscire ad affrontare un divorzio. Non andare d’accordo ma tenere apparentemente in vita la famiglia “per il bene dei figli”. Stratagemma per non pagare le tasse. Sono queste, purtroppo, le motivazioni più frequenti di quello che è un vero e proprio esercito di coppie separate in casa. Dai dati raccolti dalla denuncia del presidente dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti, Gian Ettore Gassani, all’agenzia Adn Kronos si evince infatti questa triste realtà.

Numeri esatti in proposito non ce ne sono, ma una stima attendibile porta dunque ad affermare che circa un quinto dei nuclei familiari italiani vive come separati in casa, fenomeno che Gassani chiama “esercito delle coppie infelici invisibili”. Oltre ai motivi su elencati, si contano anche motivazioni come la noia, la vergogna per quello che poi direbbe la gente (una sorta di etichetta). Ma le motivazioni più frequenti sono sicuramente quelle economiche.

Basta pensare che (sempre come dice Gassani all’Adn Kronos) “nel 50% dei casi di separazione o divorzio lo sgretolamento del nucleo familiare produce situazioni di indigenza specie quando devono essere mantenuti i figli minorenni”. “Relativamente alle fasce economicamente più deboli e a stipendio fisso è facilmente intuibile quanto una famiglia in cui lavora solo l’uomo sia inevitabilmente condannata alla povertà – prosegue – atteso che la separazione comporta necessità di affrontare spese per due abitazioni ed il raddoppio di tutte quelle necessarie per vivere”.

Questo dimostra ampiamente, conclude Gassani, che “anche una scelta libera e consapevole quale il diritto di separarsi o divorziare qui sta diventando un vero e proprio lusso”. Si denota poi, sul fronte opposto, una situazione paradossale: “in Italia molte coppie optano per la separazione simulata per non pagare le tasse mentre molte altre coppie scelgono di condurre una vita da separati in casa per non finire sul lastrico”. A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano