14/02/2017

In caso di divorzio e di conseguente valutazione del diritto di percepire assegno di mantenimento da parte della moglie, ora i giudici seguono un orientamento diverso da quello che fino a qualche tempo fa era comune e frequente. Con la sentenza 789 dello scorso 13 gennaio, infatti, la Suprema Corte ha stabilito che in caso di idoneità della moglie al lavoro (valutata attraverso l’età, capacità oggettive di lavorare e mantenersi da sola, nonché formazione e possibilità di reimpiego nel mondo lavorativo) l’assegno di mantenimento non le spetta.

Tale sentenza è arrivata a seguito di diversi comportamenti osservati in sede di Cassazione dai giudici, di mogli che, sebbene giovani e con la concreta possibilità di trovare un lavoro, non facevano nulla per gestirsi da sole, confidando nell’assegno di mantenimento da parte dell’ex marito. In quel caso il comportamento di tali mogli era stato etichettato dagli Ermellini come “di pigrizia tendenziale”, per cui “allora alcun mantenimento le è dovuto”.

La Suprema Corte avverte però (già con sentenze avvenute in anni precedenti, in particolare con la n. 14175/16 e la n. 19194/15) che tali valutazioni sull’attitudine al lavoro della moglie devono essere svolte in maniera scrupolosa ed attenta, non in maniera superficiale ed astratta. E nel caso in cui ci fosse un bambino piccolo, magari appena nato, in un’altra famiglia diversa da quella iniziale? Ebbene, anche in questi frangenti l’orientamento giurisprudenziale cambia. Il mantenimento alla ex moglie non è più automatico, ma va valutato caso per caso secondo le possibilità economiche dell’ex marito, soprattutto considerando il diritto di quest’ultimo di formare un’altra famiglia.

Insomma, è interessante il cambiamento di rotta da parte della Corte di Cassazione nel giudicare sugli assegni di mantenimento, con un orientamento che prescinde dal sesso dei coniugi e che tiene sempre più conto della meritocrazia, anche nel cercarsi ed ottenere un lavoro per mantenersi.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano