31/03/2016

La negoziazione assistita è una procedura che investe la figura dell’avvocato di un ruolo importantissimo, ma allo stesso tempo anche di responsabilità non indifferenti, dal momento che i poteri che l’avvocato detiene vengono gravati da obblighi che se non rispettati porterebbero ad illeciti disciplinari ed a sanzioni amministrative dai 2 mila ai 10 mila euro. Cominciamo col dire che i poteri principali sono quelli di autenticazione e di certificazione e di far sì che tutto risulti conforme alle norme imposte e all’ordine pubblico. Ad essere autenticate e certificate saranno tutte le sottoscrizioni autografe delle parti e le dichiarazioni di mancato accordo.

Altri obblighi vengono stabiliti dal comma 5 dell’ex art.2 del D.L. 132/2014, il quale impone l’assistenza di uno o più legali alle parti, e dall’articolo 2, comma 7, che prescrive il dovere deontologico di informare il cliente all’atto del conferimento dell’incarico della possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita. Ma l’articolo più pregnante in proposito può essere considerato l’art.9 del suddetto Decreto Legge, che ha titolo proprio come Obblighi dei difensori e tutela della riservatezza, e che nei suoi vari commi stabilisce il dovere di comportarsi sempre con lealtà e di tenere come segrete tutte le informazioni della procedura.

Accanto agli obblighi deontologici si pongono poi gli obblighi procedurali, fissati dagli articoli 6 ed 11 del D.L. 132/2014. Questi ultimi impongono rispettivamente agli avvocati di trasmettere la copia dell’accordo di negoziazione (per quanto riguarda separazioni e divorzi) entro 10 giorni dall’incontro, con copia spedita all’ufficiale dello Stato Civile del Comune, e di trasmettere una copia dell’accordo al Consiglio dell’Ordine di appartenenza.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano