27/07/2017

Uno degli aspetti più delicati quando ci si trova ad affrontare una separazione o un divorzio è quello che riguarda l’affidamento dei figli, obiettivo che deve essere raggiunto tenendo sempre presente la felicità dei minori. Certo, disgregare un nucleo familiare, per quanto fragile, non è mai semplice, ma la legge oggi aiuta a preservare un certo equilibrio nell’affidamento, affiancando, quando è possibile, anche percorsi di mediazione familiare. Il concetto che sta alla base della più attuale giurisprudenza, in questo campo, è infatti quello della bi-genitorialità (introdotto dalla riforma datata 2006): si predilige dunque sempre un affido condiviso, dividendo equamente il tempo che i minori dovranno trascorrere tra il padre e la madre.

Dei figli, perciò, se ne occuperà il padre nella stessa misura che la madre. Esistono dei casi, però, in cui l’affido condiviso può essere perso: questo accade quando uno dei due genitori si comporta in maniera tale da mettere in pericolo il benessere psico-fisico del minore, dimostrandosi assolutamente inadatto al compito di genitore. In questi casi vengono anche interpellati i servizi sociali, dal momento che occorrerà discernere l’effettiva inadeguatezza di uno dei due genitori, senza basarsi sulle semplici affermazioni dell’altro coniuge, soprattutto se la separazione si rivela ad alto tasso di conflittualità. A quel punto, sarà il Giudice a decidere.

E’ possibile (e vivamente consigliato) affiancare a questo iter un percorso di mediazione familiare. Davanti ad un mediatore familiare, a cui una coppia o un nucleo familiare può rivolgersi durante la separazione, ma anche dopo, per discutere di argomenti formali come patrimonio, affidamento della prole e suo mantenimento economico, i problemi verranno analizzati in maniera oggettiva, cercando di porre un focus sul conflitto e trasformarlo. Di solito un percorso di Mediazione familiare si svolge in una serie di incontri (mediamente uno alla settimana), fino a quando le problematiche della coppia genitoriale non saranno dipanate. Il primo incontro è sempre informativo (il mediatore si presenta e spiega quali saranno i punti salienti del percorso) e successivamente si andrà avanti fino a conclusione, tenendo presente che un mediatore familiare non potrà mai testimoniare in un procedimento per divorzio.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite dott.ssa Jenny Giordano