24/08/2013

Il fenomeno del bullismo può essere definito come un’azione gratuita mirata esclusivamente adanneggiare o a fare del male un altro individuo. Esso, spesso e volentieri, rende impossibile difendersi per coloro che, in qualche modo, si trovano ad essere nello stato di vittima  (Sharp e Smith, 1995).

I dati italiani sono avvilenti: un bambino su quattro ha subito forme di bullismo e, ancora, appena il 2% ha trovato il coraggio e la forza di denunciare l’accaduto ai propri genitori. Un dato che fa riflettere e che induce a uno studio più approfondito del fenomeno.

Tanto per cominciare, molte azioni offensive possono essere continuate e perpetrate nel tempo mediante l’uso delle parole. Ovvero, minacciando e ingiuriando in continuazione il malcapitato. Molto spesso, poi, questi gesti possono essere ben più gravi. Possono essere commessi, ad esempio, ricorrendo alla forza o al contatto fisico; come ad esempio le risse o gli spintoni. Eppure, più gravi delle azioni fisiche, risultano essere gli attacchi verbali. Sbeffeggiare un ragazzo, escluderlo intenzionalmente o, peggio,ghettizzandolo e inducendogli un profondo senso di solitudine, al momento, risulta essere la forma dibullismo più grave che conosciamo.

Il bullismo può essere perpetrato da un singolo individuo o, ancora, da un gruppo. In quest’ultimo caso, i minori coinvolti, almeno per quanto concerne la comunicazione, spesso e volentieri hanno utilizzato il termine “branco”.

Il bullismo minorile, il disagio all’interno del nucleo familiare, la violenza, sono tutti fenomeni assestanti se non sussiste un’asimmetria ben precisa all’interno della relazione. Esiste, infatti, il bullismo diretto; ovvero, quello finalizzato agli attacchi diretti nei confronti della vittima. Ma esiste, anche, il bullismo indiretto, ovvero, l’isolamento sociale e l’esclusione intenzionale e violenta dal gruppo. Quest’ultimo caso, neanche a dirlo, arriva quasi sempre all’interno degli istituti scolastici.

Il fenomeno dell’aggressività, spesso e volentieri, è il risultato di un disagio riscontrato all’interno della propria famiglia. Genitori separati o in crisi, nella maggior parte dei casi, possono essere la causa scatenante che condurrà i propri figli a realizzare o subire deliberatamente atti di bullismo.

Anche in questo caso, appare anche superfluo dirlo, il ruolo dei genitori deve essere presente e libero da ulteriori problematiche. Solo così si potrà evitare ai propri figli situazioni a limite della sopportazione e del trauma.

A cura di Vinicio Marchetti Addetto Stampa Giustizia Mite