15/01/2015

Si è fatta sempre più strada l’ idea che l’ avvocato e il mediatore, due professionisti del tutto diversi per competenze e specializzazioni, potessero collaborare sinergicamente, in quanto entrambi molto spesso operano nello stesso ambito lavorativo, appunto la separazione e il divorzio, con un unico obiettivo: tutelare i figli, in particolare se minori, dagli eccessi emotivi che la separazione dei genitori può provocare.
Tale collaborazione potrebbe rilevarsi una risorsa del tutto vantaggiosa, in quanto offrirebbe ai clienti una visione del tutto globale dell’ evento separativo, che come ben sappiamo investe campi diversi ma tutti ugualmente importanti. Il lavoro sinergico dell’ avvocato e il mediatore ha permesso una proficua realizzazione di protocolli di intesa soprattutto in alcuni capoluoghi dell’ Emilia Romagna, che hanno previsto:

  • La distinzione ben definita dei due ruoli, e della propria autonomia;
  • La possibilità di inserire la mediazione nella cosiddetta tregua legale, durante la quale è compito dell’ avvocato non intraprendere azioni legale e fornire ai genitori lo spunto per trovare accordi più soddisfacenti soprattutto se in presenza di figli;
  • Se da una parte il mediatore dovrà evitare di dare consigli legali e condurre la coppia a pervenire serenamente ad un accordo costruttivo, l’ avvocato dal canto suo, rispetterà e terrà conto delle decisioni prese in Mediazione familiare e soprattutto metterà a conoscenza il cliente della esistenza e specificità della mediazione familiare.

  • L’ azione sinergica delle due attività promuoverà la realizzazione concreta del principio di bigenitorialità tutelato dalla Leffe 54/2006 sull’ affido condiviso.

    A cura dell' Addetto Stampa Giustizia Mite