09/03/2017

A più di 10 anni dall'emanazione della Legge 54/2006, normativa che ha introdotto anche in Italia il concetto di affido condiviso durante le separazioni e poi divorzi, cercando di divulgare la cultura della bi-genitorialità cosa è cambiato in Italia? Ecco alcuni numeri dell'Istat relativi al 2015.

La prima cosa che si è notata, dal punto di vista statistico, è l'aumento vertiginoso di separazioni e divorzi. Le prime hanno toccato quota 91.706 (+ 2,7% rispetto al 2014), con il corollario della diminuzione delle procedure giudiziarie consensuali (oltre 17.000 in meno nel 2015 rispetto al 2014). Altro dato interessante è che i divorzi consensuali sono in calo (35.410 rispetto ai 39.730 del 2014), con il conseguente aumento di quelli giudiziali (20.019 contro i 12.625 dell’anno precedente).

Per quanto riguarda l'affido condiviso, nel 2015 quest'orientamento vale per ben l’89% di tutte le separazioni con affido. Sono però purtroppo cresciuti i casi di PAS (Sindrome di Alienazione Parentale) e, però, di conseguenza, si è registrato un aumento anche del ricorso alla mediazione familiare. La mediazione familiare, con il supporto della Legge 54 e con l'entrata in campo di altri professionisti del settore (psicologi, counselor, avvocati specializzati) si è dimostrata sempre più utile nell’applicazione di metodi che possano condurre ad una separazione serena che tuteli i diritti dei minori. Ciò non significa che bisogna abbassare la guardia, ma anzi, occorrono ancora riflessioni sulle criticità di questa Legge e su cosa essa vada migliorata (nei casi, ad esempio, di bigenitorialità non garantita o rifiuto da parte del minore).

Importante e decisiva si rivela, poi, in questo contesto, anche la sinergia tra Mediazione familiare ed avvocatura, per accompagnare le coppie con figli in un percorso verso l'affido condiviso che non risulti più doloroso ma che si riveli il più equilibrato possibile e davvero consensuale.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano