21/06/2016

Anche se non è per niente facile gestire una famiglia e cercare di capire quale sia il miglior modo per comunicare ai figli che qualcosa non è più in equilibrio, è il dovere di ogni buon genitore tutelare i bambini dalla sofferenza senza però nascondere la realtà delle cose. Se non è realistico, infatti, pensare che esistano matrimoni senza conflitti, è altrettanto irrealistico ritenere di proteggere i propri figli all’interno di una campana di vetro. Che fare, allora?

Secondo moltissimi studi sul campo ammonta solo al 5% quella porzione di genitori che spiega ai figli con sincerità, ovviamente modulata per l’età dei bambini, il motivo di una decisione di separazione. Queste coppie si comportano in maniera corretta, incoraggiando i figli a porre domande, rassicurandoli, evitano loro un futuro da persone ansiose, insicure e tendenti ad isolarsi. La percentuale però, come si può ben capire, è ancora troppo bassa.

In cosa si concretizza, dunque, il comportarsi in maniera consona al fine di proteggere i figli dal conflitto della coppia. Un consiglio che spesso viene dai mediatori familiari consiste nel preparare i figli al cambiamento non parlando mai male dell’altro genitore in caso di imminente separazione, poiché ciò potrebbe determinare la demolizione di buona parte dell’identità stessa del minore. Questo non solo lo si dovrebbe fare con i figli, ma anche con conoscenti, amici e con il proprio legale se i bambini sono presenti.

Va da sé che in casi di conflitto che proprio non si riesce a risolvere l’ideale sarebbe farsi aiutare proprio da una procedura di Mediazione familiare. I vantaggi, in questi casi, sono numerosi, non ultimo quello di approcciarsi ai problemi familiari prima che intervenga nella dinamica di coppia la decisione del giudice. Riorganizzare insieme la propria vita di coppia, attraverso un percorso messo a punto proprio da un mediatore familiare, giova alla serenità di tutti i componenti della famiglia, evitando sofferenze inutili e profonde angosce, ma incoraggiando una profonda consapevolezza.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano