10/11/2016

Sappiamo ormai quanto sia importante il sostegno che un percorso di Mediazione familiare possa apportare ad un nucleo familiare (o ad una coppia in caso di Mediazione coniugale) durante il delicato e complesso passaggio alla separazione prima e poi al divorzio. Quello che ancora appare poco noto, invece, sono le modalità di avvio ed i meccanismi di svolgimento di questo tipo di mediazione, insieme con i temi per cui esso viene scelto.

Cominciamo col dire che possono richiedere una mediazione familiare tutte le coppie (coniugate o di fatto) che hanno dei problemi di relazione, e stiano per separarsi, oppure coppie separate legalmente. Le coppie con figli sono quelle più presenti numericamente, (anche se è preferibile non far partecipare i minori alle sedute, per preservarli da eventuali litigi e conflitti tra madre e padre). La richiesta può però avvenire anche nei casi in cui c’è bisogno di modificare gli accordi stabiliti in passato dal Tribunale. Diversi sono i temi che possono essere affrontati in un percorso di mediazione familiare o coniugale.

Tra questi il più frequente è senz’altro quello della gestione dei figli e del loro affidamento in ambito di separazioni, ma molto presenti sono anche l’assegnazione della casa coniugale, i problemi di tipo economico per la gestione della casa e delle cose comuni, l’affrontare i conflitti relazionali e i gap di comunicazione tra i coniugi, la rideterminazione dell’assegno di mantenimento. A tale percorso può essere poi affiancato anche un discorso più articolato, di tipo psicoterapeutico o di counseling, che opererà anche in casi come elaborazione del lutto, danni gravi di tipo economico, e così via. Ciò che è davvero importante per evitare fallimenti è invece la continuità, sia della qualità della mediazione, sia delle sedute, per far sì di arrivare ad un risultato soddisfacente.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano