24/08/2013

Casi di separazione e di divorzio hanno assunto nella coscienza sociale significati diversi rispetto al passato, poiché non sono più considerati come eventi disonorevoli, al contrario, nella maggior parte dei casi, la disgregazione del vincolo coniugaleviene vista come un’occasione dalla quale trarre nuovi spunti di crescita personale.

Indipendentemente dai motivi e dalle problematiche che provocano l’insorgenza di conflitti e di tensione fra i coniugi, una crisi familiare segna sempre l’inizio di un processo di separazione, che spesso si ripercuote sui figli, spettatori muti e incolpevoli di un evento che non possono controllare.

Per evitare traumi e tutelare la loro sensibilità, sempre più frequenti sono i coniugi che si rivolgono ad un mediatore familiare per ristabilire il dialogo e ripristinare l’armonia familiare.

Numerose, infatti, sono le richieste che l’Associazione Giustizia Mite riceve da coniugi in crisi che decidono di intraprendere un percorso di mediazione familiare durante e dopo la separazione o il divorzio o semplicemente per superare un periodo di crisi familiare.

La mediazione familiare realizzata dall’Associazione è un percorso alternativo e complementare al processo giudiziale, coadiuvato da una figura terza e imparziale: il mediatore familiare. Tra i mediatori familiari di Giustizia Mite vi sono psicologi, psicoterapeuti e sociologi il cui obiettivo principale, non è quello di individuare torti e ragioni, ma è quello di aiutare i protagonisti di una vicenda separativa a confrontarsi e a raggiungere una soluzione concordata per gestire al meglio il conflitto.

Ricorrere alla mediazione familiare significa prediligere l’ascolto delle emozioni, prestare attenzione alle esigenze del partner, riconoscere e tutelare i bisogni dei figli, giungere ad un accordo stabile e duraturo, ma soprattutto essere pronti a migliorare e migliorarsi per garantire benessere al nucleo familiare.

A cura di Gennaro Cavallaro socio fondatore dellAssociazione " Giustizia Mite"