20/06/2017

È entrata in vigore due giorni fa la legge sul cyberbullismo, approvata definitivamente dal Parlamento lo scorso mese di maggio. Ferma restando l’istituzione di un tavolo tecnico di monitoraggio sul fenomeno da parte della Presidenza del Consiglio, ecco nel dettaglio cosa comporta e come potrà aiutare a prevenire gli odiosi reati di abusi sui minori.

Innanzitutto si guarda molto ai social media. In caso di scoperta di azione di molestie online su un minore maggiore di 14 anni, ad esempio, i genitori del ragazzo/ragazza, o la stessa vittima, possono chiedere di rimuovere il contenuto diffuso sia in file video che audio o immagine. Il gestore del sito o della piattaforma (con esclusione degli access provider, cache provider e motori di ricerca) ha, a questo punto, 48 ore di tempo per farlo. Trascorso questo periodo, se non accade nulla, le persone interessate potranno rivolgersi direttamente al Garante della Privacy, che dovrà intervenire nei due giorni successivi.

Può anche accadere di ricevere delle offese, ingiurie o minacce via web. In questo caso ci si potrà rivolgere al questore competente, che provvederà ad ammonire il cyberbullo, alla presenza dei genitori se minorenne. Se il comportamento va oltre tale soglia, si può procedere a querela. Molto importante anche il ruolo della scuola. A parte le azioni che dovranno essere messe in atto dal ministero dell’Istruzione (linee di orientamento, formazione specifica dei docenti e così via), ogni istituto sarà infatti dotato di un responsabile antibullismo informatico. In caso anche solo di qualche sospetto, sarà il preside che avrà il compito di informare le famiglie. A ministero ed istituti scolastici sarà affiancato anche l’operato della polizia postale.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano