06/05/2015

E’ facile oggi parlare di Mediazione familiare e coniugale allo stesso modo, senza sapere che tra le due prassi c’è una sostanziale differenza.
E’ proprio da una vicenda reale, trasferita da conoscenti, che si possono delineare i profili dell’ una e dell’altra procedura.
Una donna Tizia, separata da mesi dal coniuge Caio, vive con la figlia di 8 anni. I rapporti con l’ex marito sono chiaramente astiosi, e solo il fatto di non condividere lo stesso tetto, è il motivo per cui non riescono a litigare meno. Gli incontri tra i due per esigenze economiche e affettive, legate alla gestione della casa e della bambina, sono terribili e su decisione di Tizia, si intraprende un percorso di mediazione coniugale: l’ obiettivo della donna è di riuscire a gestire meglio quei pochi momenti di condivisione con l’ ex marito per il bene della bambina.
Attraverso diverse strategie messe in atto dal mediatore, in pochi mesi, la situazione si rasserena: la coppia riesce a gestire meglio la comunicazione reciproca, nel rispetto delle esigenze dell’ altro. Insomma…. imparano ad ascoltarsi!
Passati altri pochi mesi, sorpassata la fase di escalation distruttiva, si arriva alla svolta finale: Tizia e Caio decidono di ritornare a vivere sotto lo stesso tetto, con il solo desiderio di ricostruire un progetto familiare.

Ecco, la fase conclusiva di questo percorso è la vera essenza della mediazione coniugale: una coppia in difficoltà, separata o no, può trovare insieme al mediatore la soluzione più idonea nella gestione del conflitto e ritrovare quell’ equilibrio sufficiente a ristabilire un rapporto sereno e duraturo.
Nel percorso di mediazione familiare l’ obiettivo è la gestione del conflitto della coppia in fase di separazione, un aiuto ad affrontare tutte le problematiche legate al cambiamento strutturale del nucleo familiare dal punto di vista effettivo ed economico. Non ha come obiettivo la ricostituzione della coppia!

A cura del mediatore familiare Elisa Di Martino