14/07/2016

Il prossimo 23 luglio entrerà in vigore la Legge Europea 2015/2016 in materia di “adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenza dell’Italia all’Unione Europea” . Si tratta di una novità legislativa da pochissimo approvata dal nostro Parlamento che, nelle intenzioni, dovrebbe mettere alla pari il nostro Paese con gli altri Paesi europei nell’ambito del diritto di famiglia. Una delle conseguenze di questa legge sarà l’accesso da parte del ministero della Giustizia, Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, a tutte le informazioni relative al reddito di coloro che sono tenuti a pagare le obbligazioni pecuniarie.

Questo significa che chi non paga gli alimenti ai figli potrà essere sottoposto al controllo dello stesso ministero il quale, accedendo a tutte le banche dati dell’Agenzia delle Entrate e della pubblica amministrazione, potrà incrociare l’eventuale inadempimento all’obbligo con l’effettiva situazione redditizia. Qualora le informazioni dovessero risultare “sospette”, il ministero potrà trasferire il tutto (sempre dopo essere stato autorizzato dall’autorità giudiziaria competente) all’ufficiale giudiziario, allo scopo di far procedere quest’ultimo alla fase esecutiva della riscossione.

Ecco cosa recita la norma: 1. Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia, designato quale autorità centrale a norma dell’articolo 49 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, dell’articolo 53 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, e dell’articolo 4 della Convenzione dell’Aia del 23 novembre 2007, nello svolgimento dei suoi compiti si avvale dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia. Può chiedere l’assistenza degli organi della pubblica amministrazione e di tutti gli enti i cui scopi corrispondono alle funzioni che gli derivano dalle convenzioni e dai regolamenti. Può accedere tramite tali organi ed enti alle informazioni contenute nelle banche dati in uso nell’ambito dell’esercizio delle loro attività istituzionali. Resta ferma la disciplina vigente in materia di accesso ai dati e alle informazioni conservati negli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno, prevista dall’articolo 9 della legge 1° aprile 1981, n. 121.

2. Le informazioni sulla situazione economica e patrimoniale dei soggetti interessati di cui al comma 1 sono trasmesse all’ufficiale giudiziario previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente ai sensi dell’articolo 492‐bis del codice di procedura civile.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano