24/11/2016

Oggi decidere di separarsi (e successivamente divorziare) in maniera consensuale non deve più implicare necessariamente il rivolgersi al giudice. Si può anche scegliere il procedimento di negoziazione assistita da avvocati, seguendo il già consolidato modello francese. Questo grazie alla legge 162 del 10 novembre 2014 (conversione del D.L.132/2014) che ha dato un riassetto all’arretrato in materia di processi civili. Chi però sceglie di percorrere questa strada dovrà comunque assolvere a determinate procedure, ecco quali.

Innanzitutto è bene mettere in chiaro che cruciale, in questi casi, è il ruolo dell’avvocato, che dovrà conoscere alla perfezione la procedura da adottare. Procedura che prevede, come step molto importante, l’accertamento dei requisiti dei ricorrenti, che dopo la conversione in legge del D.L. 132/2014 si allargano anche a coniugi con figli minorenni o maggiorenni con handicap gravi o non autosufficienti. Una volta accertati i requisiti si dà avvio alla procedura di negoziazione assistita.

A questo punto l’oggetto della controversia dovrà essere esplicato attraverso una convenzione sottoscritta o invito alla negoziazione (art. 2,3 e 4 legge 162 nov.2014). Accanto all’oggetto deve essere sempre evidenziato l’avvertimento che in caso di mancata risposta o di rifiuto entro 30 giorni si potrà sottoporre la questione al giudice per l’addebito delle spese in giudizio. Si arriva poi alla stesura di un accordo, in cui vengono elencate tutte le condizioni di separazione o divorzio (mantenimento per i figli ed eventualmente per il coniuge, trasferimenti patrimoniali, etc.) ed attraverso il quale l’avvocato viene ad essere determinante come mediatore nel tentare la conciliazione tra le due parti. Questo accordo, si badi, dovrà essere dichiarato dall’avvocato responsabile come non contrario alle norme imperative di legge e all’ordine pubblico. L’accordo va infine inviato o al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente oppure al pm, oppure al presidente del Tribunale, qualora l’accordo non venisse approvato dalle prime due figure.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano