23/09/2013

Non sono poche, in Italia, le petizioni e i disegni di legge che fanno del nostro paese uno dei più evoluti nel settore della mediazione familiare. Stiamo parlando di cifre che, solo nello stivale, fanno registrare circa 20.000 esperti del settore tutti attivi.

A quanto pare, la legge 54 del 2006 sull’affido condiviso, ideata dal Prof. Marino Maglietta, Presidente dell’Associazione Nazionale Crescere Insieme, in punto di mediazione familiare, non ha fatto altro che aprire un canale preferenziale legalizzando il ricorso ad opera dei giudici, ex art. 155 sexies cc II° comma cc.

Oltre ogni dubbio, ormai, è evidente che la Mediazione familiare sia uno strumento imprescindibile per la risoluzione di qualsiasi controversia familiare. L’ Associazione Giustizia Mite sa cosa occorre per fare il bene delle famiglie italiane. E sa anche che la mediazione afferma il fondamentale principio dell’autodeterminazione. Nulla più che la semplice possibilità di decidere sul proprio accordo di separazione.
Giustizia Mite propone la condivisione di una cultura. Un modo di approcciarsi al futuro in maniera completamente diversa. Questa possibilità, neanche a dirlo, può essere garantita solamente da un mediatore familiare. Questo ruolo sa essere imparziale, presente, completo e del tutto discreto.

La mediazione familiare riduce drasticamente le tempistiche di tutti i procedimenti di natura legale e, inoltre, fa si che anche i costi vengano ridotti in maniera a dir poco incredibile. La professionalità e la disponibilità profusa nell’esercizio di questa professione, poi, ha concesso spesso e volentieri a Giustizia Mite di essere scelta come organo prestabilito per la mediazione familiare. Un riconoscimento che, ovviamente, non ha lasciato sorpresi i professionisti che, ogni giorno, danno il meglio di loro per questo lavoro così soddisfacente.
La mediazione familiare rappresenta il futuro della gestione dei conflitti. E nessuno vuole rimanere indietro.

A cura di Vinicio Marchetti, addetto stampa Giustizia Mite.