23/08/2013

Nella psicoterapia, solitamente, avviene diversamente, ma nella Mediazione, invece, non vengono esplorate approfonditamente tutte le percezioni e i relativi sentimenti concernenti il passato della coppia. Questo avviene perché la prima e più importante caratteristica della mediazione risiede proprio nella pragmaticità e nei tempi ristretti concessi alla ricerca di una soluzione concreta delle difficoltà della coppia.

Questo avviene perché è sempre molto difficile armonizzare le proprie esigenze e le proprie opinioni contrastanti. L’accento d’apporre, quindi, non è sul passato, bensì sulla futura analisi della situazione in auge. Attuare questo al fine di dare aiuto alle persone per individuare una prospettiva di vita più felice e serena.

Giustizia Mite, con il suo team di professionisti, limita a pochi mesi la durata dei suoi obiettivi professionali. In fondo, come detto, alla mediazione non occorre altro per facilitare le interazioni familiari. Questo consente ai genitori di avere ascolto e di concentrarsi con maggiore forza sui sentimenti e le problematiche affrontate dai loro figli.

Grazie all’ Associazione Giustizia Mite, adesso, la  Mediazione Familiare è riconosciuta sempre più frequentemente e rappresenta un metodo di lavoro strutturato per concedere delle specifiche competenze nella risoluzione dei conflitti familiari e non solo. Con la mediazione è possibile rimanere accanto alle coppie durante il passaggio in un confronto distruttivo in cui i coniugi si trovano in pesante contrasto.

Giustizia Mite rappresenta una boccata d’aria fresca per tutte quelle persone che, patendo le difficoltà delle proprie problematiche, hanno bisogno di qualcuno che le guidi. Una guida che, molto probabilmente, non può arrivare dall’iter giudiziario come lo conosciamo. Occorre guardare al domani con un occhio nuovo. Un punto di vista moderno più veloce e accondiscendente. Aumentare ancora le problematiche presenti in un conflitto, senza ombra di dubbio, non può essere davvero d’aiuto a nessuno. Giustizia Mitelo ha capito, e voi?

A cura di Vinicio Marchetti Addetto Stampa Giustizia Mite