21/01/2014

Come è nostra consuetudine, Giustizia Miterealizza una panoramica su quelle leggi che, in Italia, ancora non ci sono ma che, senza ombra di dubbio, dovrebbero arrivare molto in fretta. Una di queste è sicuramente il Diritto Collaborativo. In pratica, una volta concesso al proprio legale la disponibilità a scortare il percorso collaborativo, la coppia in auge e gli avvocati appoggiano un pratico consenso di cooperazione in cui ogni soggetto si impegna al rispetto di alcune regole che costituiscono la base di questo nuovo procedimento: riservatezza, trasparenza, cooperazione, fiducia.

In sostanza, si gioca a carte scoperte e tutte le informazioni utili vengono messe sullo stesso tavolo. Tutto ciò che viene fatto proviene dall’impegno all’interno del dialogo costruttivo ed è propenso verso un solo, importantissimo obiettivo: il raggiungimento di un accordo globale, soddisfacente e duraturo. Tutto questo può avvenire perché si fa lavoro di squadra. Ogni coniuge sarà coinvolto con tranquillità e, senza ombra di dubbio, non ci saranno avversari in campo.
Lo spirito collaborativo rende noto che non ci sono battaglie da vincere. Non ci sono né sconfitti e non ci sono vincitori. Tutto avviene attraverso un’estrema collaborazione tra tutti i protagonisti. Ognuno di loro si impegna nel raggiungimento dell’obiettivo prestabilito. Così facendo non si può non ristabilire il dialogo all’interno della coppia. E potrebbero bastare anche i soli avvocati per consentire il raggiungimento dell’accordo.

Giustizia Mite crede con forza nelle possibilità del Diritto Collaborativo. Un esempio lampante di democrazia e maturità in un mondo che ne ha un estremo bisogno.

A cura di Vinicio Marchetti - Addetto Stampa Giustizia Mite