16/01/2014

Finalmente, a quanto pare, la legge che ha messo sullo stesso livello i figli nati all’interno e all’esterno del matrimonio sta generando in fretta buoni frutti. Stando a quanto riportato dal Tribunale di Milano, difatti, si è reso precursore di una nuova trovata in grado di condurre le controversie nate tra i genitori non sposati a una conclusione “in via transattiva” nel 60% dei casi con successo.
Stiamo parlando dell’introduzione della cosiddetta udienza-filtro.

Questo metodo nasce con il fine di riconciliare il rapporto tra i genitori di figli nati fuori dal matrimonio. Questo metodo consente la possibilità di gestire, in maniera veloce e pratica, le questioni sorte in materia di potestà genitoriale. Ovviamente all’insegna di un progetto decisamente “partecipativo“, proprio in quanto si ipotizza l’adesione attiva di tutte le parti coinvolte.
Per farla breve, dopo il deposito del ricorso, il Tribunale convoca entrambi i genitori, invitandoli verso una conciliazione, un po’ sull’esempio di quanto già avviene nei procedimenti di separazione e divorzio, ma con un procedimento del tutto diverso. Il giudice, in questo contesto, potrà puntare a pronunce consolidate della giurisprudenza relativa e alle questioni in oggetto di controversia.
L’ udienza-filtro rappresenta un’innovativa scelta legale. Un metodo moderno e fortemente completo per dare ai figli, a TUTTI i figli, una possibilità di vita migliore. Le scelte dei genitori non possono influenzare in maniera così negativa la vita dei figli. L’ udienza-filtro nasce proprio per semplificare le cose, offrire sempre una seconda occasione. Non ci rimane che attendere e vedere quale sarà il risvolto in termini di appeal.

A cura di Vinicio Marchetti - Addetto Stampa Giustizia Mite