04/05/2017

Ha ancora senso parlare di mediatori sociali in Italia, un Paese non in guerra e con emergenze di questo tipo piuttosto contenute? In realtà ciò che sta alla base della mediazione sociale è il concetto di dialogo, principio della solidità relazionale in ogni tipo di rapporto umano. Si tratta dunque di una mediazione davvero importante, perché ha a che fare con le relazioni umane a 360 gradi. Unendo tantissimi ambiti, come quello dell’edilizia, disabilità, condominio, convivenza interetnica etc. la mediazione sociale rappresenta la “summa” di tutte le mediazioni. In particolare essa trova applicazione nella risoluzione dei micro-conflitti sociali che possono sorgere in ambito condominiale, rapporti di quartiere e di vicinato, oppure nell’ambito dei rapporti “intergenerazionali” tra immigrati e stranieri per la risoluzione delle problematiche legate alla convivenza interetnica.

Non solo territori afflitti da guerre e grosse emergenze umanitarie. Certo, un mediatore sociale è fondamentale nelle zone in cui si registra un alto incremento della conflittualità territoriale, che si cerca di eliminare attraverso altri strumenti e soluzioni, quali quelli repressivi e punitivi.

La mediazione sociale trova però applicazione anche in settori che riguardano la gestione delle problematiche legate all’inquinamento acustico ed atmosferico e può risultare davvero utile quando occorre risolvere contrasti con le realtà locali e trafile burocratiche o problematiche relative alla diversità e alla disabilità. Tutti possono richiedere un mediatore sociale, che può lavorare come professionista autonomo, oppure collaborare con studi di avvocati, di psicologi o con gli stessi tribunali. Mediatori sociali possono essere messi a disposizione, inoltre, anche dalla pubblica amministrazione, in strutture come ospedali, uffici di relazione con il pubblico, Comuni, e così via.

Può essere, insomma, considerata una pratica utilizzata a scopo preventivo laddove, agendo su determinate tipologie di conflitto si evitano gravi forme di intolleranza e di violenza, migliorando le relazioni umane. La multietnicità delle città contemporanee, le forme di edilizia residenziale di massa, la risposta non performante delle istituzioni pubbliche a tutte le problematiche che nascono all’interno dello spazio sociale, determinano un notevole abbassamento della soglia di tolleranza: la mediazione rappresenta un valido aiuto nella gestione dei rapporti interpersonali, e può rappresentare un valido supporto per migliorare la qualità di vita delle persone che debbono necessariamente continuare a mantenere relazioni di vicinato all’interno della comunità.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano