18/01/2018

La Mediazione è una competenza e una professione. Un buon mediatore deve affrontare con la coppia un lungo percorso, a volte doloroso, entrando in sintonia con due persone che hanno fino a quel momento condiviso parte della loro vita, creato una famiglia e che si ritrovano smarriti, spesso arrabbiati, incapaci di comunicare nella maniera corretta. Ed ecco che entrano in gioco le competenze del buon mediatore che in primo luogo valuta la mediabilità della coppia, dovrà poi sostenere la genitorialità ed aprire i canali di comunicazione tra i partners, non dovrà giudicare, non dovrà fornire soluzioni ne attribuire ragioni e torti. Si entra pertanto in un percorso scandito da fasi ben precise, che si devono compiere per ottenere il risultato desiderato.

La prima fase del riconoscimento: conoscere la storia delle persone che sono coinvolte nella disputa, notizie, dati oggettivi e interpretazioni soggettive.

La seconda fase della definizione del problema: definire il problema o i problemi che si vorrebbero risolvere fino ad arrivare ad una definizione congiunta del problema stesso. Solo quando avremo definito con un nome condiviso le aree problematiche, i problemi da risolvere entreranno nell’area della discussione e negoziazione.

La terza fase del brainstorming: cercare di produrre idee, anche non realistiche, e scegliere quelle che ottengono più consensi. La tempesta di idee permette di aumentare le possibilità e rompere il clima rigido che accompagna i conflitti.

La quarta fase della valutazione delle varie proposte: valutare tutte le opzioni alla luce di un criterio di fattibilità e fare un elenco delle soluzioni utili. Dopo le idee viene il progetto applicativo e la capacità di dare consistenza ai pensieri elaborati insieme.

La quinta fase della scelta delle opzioni: scegliere le opzioni che sembrano più valide, con un accordo reciproco. Al centro di questa fase si attua il passaggio dalla posizione agli interessi: si abbandona il terreno del conflitto ideologico ed emotivo per entrare nella conoscenza dei propri bisogni e desideri, verificando la loro possibilità di essere una risposta in termini di futuro.

La sesta fase della stesura dell’accordo: questa impegna tutti i protagonisti a dare attuazione a quanto scritto insieme. L’ accordo in mediazione, è un patto che garantisce il punto di arrivo del difficile lavoro di conoscenza e conciliazione. La scrittura deve essere testimonianza dell’ impegno reciproco a dare attuazione alle soluzioni scelte.

A cura di Elisa Di Martino