23/09/2016

Oltre all’aiuto che può arrivare ad una coppia o ad un nucleo familiare da parte della Mediazione familiare, esiste anche un diverso approccio ai problemi coniugali, molto legato all’attività di counseling. Si tratta di una consulenza psicologica sovrapponibile ai compiti che spettano ad uno psicologo, (una professione con un albo che va distinta, però, dalla psicoterapia) ma va verso la cosiddetta “mediazione terapeutica”. Secondo questo approccio chi arriva in mediazione dovrà prendere coscienza a poco a poco dei sentimenti, anche negativi, che hanno condotto alla separazione o all’intenzione di arrivare a separarsi. Una volta che è stato effettuato questo step si andrà a lavorare sull’elaborazione di tali stati d’animo, portando, a poco a poco, alla consapevolezza, fino a raggiungere una piena responsabilità delle azioni commesse o che si stanno per commettere.

I principi che sono alla base del counseling possono essere introdotti anche all’interno dei percorsi scolastici, formando, ad esempio, gli insegnanti all’interno di una “relazione educativa”. In questo caso, tutte le tecniche che vengono adoperate in sede di counseling per coppie o famiglie, vengono trasferite agli educatori, che possono farne tesoro al fine di approfondire la loro capacità di ascolto o l’interazione con gli allievi. Il counseling nelle scuole è un percorso di formazione (il quale prevede approfondimenti anche su materie come “Conflict Management e Comunicazione Empatica”, o “Approccio interdisciplinare ai DSA e BES”) che viene riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, ma va assolutamente distinto dalla mediazione familiare.

In quest’ultima infatti, oltre ai diversi modelli che si possono prediligere (mediazione umanistica, mediazione di tipo psicoterapeutico, ispirazione alla teoria delle intelligenze emotive) esistono altresì diversi modi di affrontare una problematica. Molto diffuso, è, ad esempio, l’approccio di tipo negoziale ai problemi coniugali e familiari, legato alle professioni forensi secondo il modello americano. Qui il mediatore parte dall’incapacità di comunicare della coppia per arrivare, analizzando i problemi singolarmente ed in maniera razionale, parlando con entrambi i componenti della coppia, cercando metodi di risoluzione che siano soddisfacenti per tutti. Un percorso che da alcuni studiosi è stato definito come di “controllo e adattamento”, da tenere comunque distinto dalle modalità adoperate dai counselors.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano