10/01/2017

I problemi coniugali in mediazione possono essere affrontati con metodi differenti. Oltre all’aiuto che può arrivare ad una coppia o ad un nucleo familiare da parte della Mediazione familiare, ad esempio, esiste anche un diverso approccio molto legato all’attività di counseling. Il counseling è una consulenza psicologica sovrapponibile ai compiti che spettano ad uno psicologo (una professione con un albo che va distinta, però, dalla psicoterapia) ma va verso la cosiddetta “mediazione terapeutica”.

Secondo questo approccio chi arriva in mediazione dovrà prendere coscienza a poco a poco dei sentimenti, anche negativi, che hanno condotto alla separazione o all’intenzione di arrivare a separarsi. Una volta che è stato effettuato questo step si andrà a lavorare sull’elaborazione di tali stati d’animo, portando, a poco a poco, alla consapevolezza, fino a raggiungere una piena responsabilità delle azioni commesse o che si stanno per commettere.

Chi sceglie di diventare un mediatore familiare potrebbe, oltre a seguire corsi specifici che lo specializzano nella professione intrapresa, scegliere anche un percorso di perfezionamento come counselor. Tra i metodi di counseling personale e di coppia più in voga in questi anni c’è il cosiddetto metodo CREA. Si tratta di un tipo di Counseling Umanistico Esistenziale che propone un orientamento teorico-metodologico pluridisciplinare. Protagonista dell’agire del counselor diventa infatti la persona, il suo vissuto e il significato che la stessa persona gli attribuisce. Fondamentale qui appare il percorso di autorealizzazione della persona, anche scissa dalla coppia e dalla famiglia, inteso come la tendenza naturale di ognuno a muoversi verso la scoperta e l’espressione delle proprie specifiche potenzialità. Il metodo Crea si basa, infine, sulla Psicosintesi, una scuola di pensiero focalizzata sull’autorealizzazione psico-spirituale di ognuno.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano