14/04/2016

I tempi più recenti vedono sempre di più il nostro Paese al centro di interscambi culturali tra civiltà diverse, frutto di importanti flussi migratori dalle parti povere del mondo o in cui sono in corso guerre e conflitti. Questi flussi necessitano di una voce, di figure professionali che facciano da vero e proprio ponte tra le differenti culture e che fungano da interpreti verso i valori e la cultura occidentale.

Una di tali figure professionali è senz’altro rappresentata dal mediatore culturale ed interculturale, il cui ruolo non si esaurisce solo nei centri di accoglienza per immigrati, ma si rivela fondamentale anche in campo economico, scolastico, sanitario, sociale, religioso, etc. Gli sbocchi lavorativi per un mediatore sociale, culturale e religioso, si riversano dunque nel settore del no profit, oppure in servizi pubblici generali, presso uffici stranieri delle principali città. Nelle scuole, invece, il lavoro del mediatore culturale è fondamentale per favorire l'integrazione dei bambini immigrati, mentre nei servizi sanitari, nei commissariati di polizia, nei tribunali, nelle carceri, negli uffici pubblici e anche nei sindacati e nelle associazioni di categoria può essere utile per tutte le forme di integrazione sociale, necessaria per un corretto funzionamento di tali strutture.

Ovviamente non ci si improvvisa mediatore culturale ma occorre seguire dei corsi che possano condurre ad un’alta specializzazione di questo tipo di professionalità. Il Corso di alta formazione in mediazione religiosa-culturale dell’associazione Giustizia Mite, rivolto a diplomati, laureati, insegnanti, si pone l’obiettivo di formare la figura professionale del mediatore culturale o "interculturale" in maniera impeccabile, preparandolo ad affrontare qualsiasi tipo di situazione, anche di emergenza, con grande professionalità e competenza.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano