19/07/2016

Quella del mediatore familiare è una figura professionale che affascina e conquista ogni anno persone di diverso tipo di formazione universitaria, tanto che anno dopo anno si registrano sempre più iniziative di apertura da parte di enti (sia pubblici che privati) verso questo tipo di attività. Ma quali sono gli sbocchi professionali per coloro che hanno frequentato un corso di specializzazione in Mediazione familiare? Dove può lavorare un mediatore familiare e, soprattutto, si tratta di una professione richiesta?

Sappiamo che nel 2013 la legge 4 del 14 gennaio ha aperto moltissimi spiragli a tutte le professioni non regolamentate (almeno per ora). Tra queste rientra quella del mediatore familiare, che comunque potrà rivolgere la sua attenzione ad attività lavorative in enti pubblici o privati. Un mediatore familiare, però, può lavorare benissimo anche in maniera autonoma, avviando così un’attività indipendente e prestando consulenza. Quali sono le possibilità concrete di inserimento? Tutto dipende da quanto è stata adeguata e mirata la formazione che ha condotto a diventare professionista di questo settore, visto che un mediatore familiare deve possedere competenze non solo in campo giuridico, ma anche pedagogico, psicologico, e sociale.

Al fine di accrescere e rafforzare le capacità e le competenze necessarie a gestire questa fase, Giustizia Mite investe permanentemente nel training per mediatori, mettendo a disposizione un piano di formazione continuamente rinnovato nei contenuti e nelle metodologie: piani formativi aggiornati, pillole formative, apertura ai seminari, convegni e, eliminazione di ogni barriera all’accesso dei contenuti, valorizzazione delle best practice interne ed esterne sono solo alcune delle novità a cui l’Associazione è legata. Inoltre, durante la frequenza delle “lezioni”, le differenze tra tutti coloro che seguono un corso di formazione in mediazione (sia essa familiare, culturale, coniugale, penale e così via) possono diventare un prezioso arricchimento del bagaglio professionale e personale di tutti, che potrà in futuro essere messo a frutto proprio nel lavoro di mediatore.

Per quanto riguarda le proposte formative in dettaglio, l’Associazione Giustizia Mite propone un piano di formazione costituito dalle aree Corporate Training (formazione al ruolo dedicata agli entry level, ai Mediatori). A queste attività si sono aggiunte diverse iniziative di formazione ad hoc progettate per specifiche aree professionali con l’obiettivo di sviluppare competenze mirate. Tutti i piani formativi sono sempre preceduti da un’accurata analisi delle esigenze e competenze professionali dei singoli da parte della direzione didattica. E questo non concerne solo la mediazione familiare, ma anche la Mediazione Penale, penale minorile, sociale e culturale, d’impresa in marchi e brevetti. Per saperne di più vai alla pagina dedicata sul nostro sito, cliccando qui .

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano