23/08/2013

Appare sempre più evidente agli occhi della gente che, ogni giorno, avvengono sempre più frequenti atti di cronaca di ordinaria criminalità. Sul lavoro, all’interno della famiglia e, soprattutto, all’interno delle scuole.

Tutta questa violenza non fa che contribuire ad alimentare la necessità di un importante cambiamento di rotta per quanto concerne i più abituali mezzi giudiziari.

Questa necessità impellente è visibile principalmente nel campo del crimine minorile, dove il recupero sociale è di fondamentale importanza. L’  Associazione Giustizia Mite ha intenzione di portare ancora di più alla luce l’esigenza della Mediazione penale minorile anche in ottemperanza agli atti di diritto internazionale e all’art. 3 comma 1 lettera o) della legge 112/2011 istitutiva del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Qui viene riportata con forza l’importanza dello sviluppo della cultura della mediazione e di ogni istituto finalizzato alla risoluzione dei conflitti. 

La mediazione intesa da Giustizia Mite, rappresenta un’attività in cui una terza parte neutrale, ovvero ilmediatore, mantiene l’ordine fra le parti coinvolte e favorisce la comunicazione tra due o più soggetti in conflitto.

La mediazione è in grado di garantire una maggiore attenzione alle persone coinvolte nella vicenda penale. La vittima vede garantita una considerazione ampia e anche un ruolo più attivo di quanto accada nel comune procedimento penale.

Giustizia Mite ha in mente un nuovo metodo per fare giustizia. Un metodo in cui, il minore, viene tutelato con forza e rispetto. Molto più di quanto non è stato fatto fino a questo momento. La mediazione sta diventando, sempre più, una necessità imprescindibile per il nostro paese. La vera ricchezza, senza ombra di dubbio, si trova nella ricerca di un accordo costante e duraturo tra le parti coinvolte. Un metodo per far comprendere che “conflitto”, non sempre è sinonimo di “guerra”. E questo, Giustizia Mite, lo sa molto bene.

 A cura di Vinicio Marchetti Addetto Stampa Giustizia Mite