17/11/2016

Quando si pensa alla Mediazione familiare si tende ad attribuirle, di solito, solo finalità legate alla risoluzione di conflitti e alla facilitazione di separazioni e divorzi. In realtà la mediazione possiede diverse potenzialità, di cui almeno tre sono le più importanti: prevenzione, cura e formazione. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta. Per prima cosa è da porre in rilievo la potenzialità preventiva del conflitto da parte della mediazione (familiare, ma non solo). Questo perché, utilizzata per tempo ed in maniera consapevole, essa consente l’arginare del conflitto ed il suo contenimento tra i coniugi ed i membri di una stessa famiglia.

In secondo luogo la mediazione familiare possiede una potenzialità di cura del conflitto, proprio perché attraverso il confronto e l’attraversamento della crisi si gettano le basi anche per sanarlo, quel conflitto. Si consente, inoltre, a chi si rivolge alla mediazione, l’apertura di nuovi canali comunicativi. Ciò può valere non solo per la mediazione familiare, ma anche per mediazioni come quella scolastica e culturale. Una terza potenzialità è quella legata alla formazione umana, nel senso più profondo dell’espressione. Chi partecipa ad una mediazione, soprattutto se molto giovane, apprende l’approccio ai problemi da diversi punti di vista, accostandosi a quello che viene chiamato “l’ascolto attivo” e portandolo all’interno dei propri valori personali e quotidiani.

In tale contesto acquista grande importanza anche la Mediazione scolastica, che educando ad accogliere la diversità dell’altro, dà vita a veri e propri insegnamenti di inclusione sociale e culturale. Per saperne di più sui corsi organizzati dall’Associazione Giustizia Mite in mediazione familiare, scolastica e culturale, clicca qui .

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano