31/10/2013

Di questi tempi, parlare di mediazione familiare, appare molto complesso. Associazioni come Giustizia Mite ne hanno fatto un argomento alla portata di tutti attraverso corsi specifici e numerosi interventi. Ma c’è un uomo che, della mediazione familiare, ne ha fatto la chiave principale della propria esistenza. Stiamo parlando Prof. Marino Maglietta.

Il Prof. Maglietta afferma che, in Italia, la Mediazione familiare rappresenta, ormai, una figura professionale ampiamente riconosciuta. Questo vuol significare che, rimanendo sempre in linea con tutti i principi fondamentali vigenti, ognuno di noi potrebbe applicare facilmente una targa fuori dalla porta e definirsi “mediatore”. Questo, però, solo in teoria. Esistono, infatti, molteplici legislazioni che impongono alle associazioni di mediatori (di natura privata), ispirate dal “Forum Europeo per la formazione dei mediatori familiari”, di stabilire regole tassative.

Tanto per cominciare, infatti, solitamente, occorre frequentare un corso di 240, di cui 40 di tirocinio. Neanche a dirlo, le abilità del mediatore sono innate, come in qualsiasi attività. Non vi è alcun limite agli accessi ma, nella maggior parte dei casi, la professione interessa particolarmente psicologi, giuristi, operatori nelle scienze sociali e della comunicazione. Numerose, poi, sono le istituzioni che vi partecipano (Università, Regioni ecc). possono essere stabiliti, infatti, anche numerosi Corsi di Formazione con regole variabili e personali; tutte con il medesimo obiettivo. Affidarsi organi privati come Giustizia Mite, poi, comporta spese minime, del tutto imparagonabili con i consueti costi legali.

Il procedimento conciliativo, solitamente, prevede un percorso di mediazione con, circa, una dozzina di incontri. Questi vengono suddivisi nel corso di qualche mese. Pertanto, rimanendo in tema di vantaggi, anche il risparmio del tempo gioca un ruolo fondamentale. A differenza delle consuete procedure legali che, invece, possono durare anche degli anni, la mediazione permette un notevole risparmio di tempo, quindi, anche di stress.

A cura di Vinicio Marchetti, Addetto Stampa GIUSTIZIA MITE