24/08/2013

La mediazione familiare non occorre soltanto per gestire le separazioni fra coniugi ma, nei suoi intenti, è possibile vedere lampi di luce di una nuova forma di benessere all’interno del nucleo familiare.

Il mediatore, infatti, tra i suoi compiti ha anche quello di collaborare assiduamente con tutte le altre figure coinvolte all’interno della separazione. Questo perché la collaborazione, di per se, contribuisce ad accrescere la tranquillità tra i coniugi. Riconoscere la loro genitorialità per la crescita dei figli, riconoscere i diritti stessi del bambino.

Tutto questo diviene impossibile all’interno di un conflitto basato essenzialmente sulle emozioni. Stiamo parlando, principalmente, di coppie disilluse dalla speranza di poter trascorrere una vita insieme e, in aggiunta, con la presenza costante di continue stoccate di guerra come: “io vincerò”, “ti strapperò tutto” o, ancora, “io contro di te”.

La famiglia è un insieme di sentimenti, una corda con molteplici nodi. Per scioglierli, a volte, è necessario usare il coltello e, così facendo, qualche pezzo è destinato a perdersi (nella maggior parte dei casi, questi sono i figli).

Il ruolo del mediatore all’interno del conflitto è di prodigarsi con pazienza e attenzione per capire quale parte del filo può essere abbandonata e quale, invece, va tenuta stretta. Il compito del mediatore è quello di ristabilire nella coppia la consapevolezza del diritto. Le rivendicazioni possono essere accettate solamente all’interno di queste pretese.

Di certo, nessuno potrà dire la celebre frase di conclusione:  “E vissero tutti felici e contenti” ma, almeno, possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che la corda si è sciolta prima di divenire un nodo scorsoio attorno al collo dei propri figli. Ovviamente, in tutto questo frangente, gli avvocati possono giocare il ruolo fondamentale di protagonisti buoni, ovvero, coloro i quali possono essere il deus ex machina della storia, collaborando attivamente con i mediatori familiari coinvolti nella questione familiare. Solo che si guardano molto bene dal farlo.

Di questi tempi, almeno dal punto di vista strettamente economico, è molto più conveniente favorire i conflitti piuttosto che dissiparli.