08/09/2016

Non tutte le separazioni vengono affrontate di comune accordo (attraverso, ad esempio, il ricorso alla mediazione familiare), anzi, sono molti i casi di separazioni con addebito, quando cioè si porta avanti una dichiarazione di responsabilità per la fine del matrimonio. Una separazione con addebito non implica però il mancato affido dei figli in quanto, per il diritto alla bi-genitorialità, la responsabilità dei genitori va equamente suddivisa. Una sentenza in proposito (Tribunale di Parma, udienza del 29 aprile 2016, dep. 5 maggio) può essere di esempio (così come diverse altre nell’attuale orientamento giurisprudenziale).

Nel caso specifico una moglie aveva richiesto proprio separazione con addebito rifacendosi all’art. 151 del c.c. (“La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole […]”). Il Giudice, dopo aver valutato tutti i dettagli del caso, e constatando il fallimento del tentativo di conciliazione, pur prendendo atto del fatto che la separazione giudiziale fosse inevitabile, si pronunciava sull’affido condiviso.

Qui entra in gioco anche l’art. 155, con testo riformato dalla legge 54 del 2006 e nel 2012 con i concetti di “potestà dei genitori e dei diritti e dei doveri dei figli”. Quest’ultimo stabilisce che “anche in caso di separazione personale dei coniugi, il figlio ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi". Nella sentenza in oggetto vengono dunque elencati accuratamente tutti i periodi di vacanza dei minori suddivisi equamente tra entrambi i genitori, anche se si sottolinea come durante il periodo in cui la madre ha il diritto di portare in vacanza i figli ”gli incontri con il padre rimarranno sospesi” e, al contempo, gli oneri di mantenimento cadano quasi tutti a carico del padre.

Si pone perciò in evidenza l’orientamento giurisprudenziale volto non solo a garantire il diritto del minore di essere istruito, mantenuto ed educato, ma anche di vivere con entrambi i genitori, mantenendo con essi rapporti sereni.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano