11/03/2015

Gli innumerevoli sbarchi di immigrati in Italia hanno favorito la nascita di una nuova figura, quella del mediatore culturale religioso, in grado di rispondere alle esigenze dell’ utenza straniera, a vantaggio della loro integrazione.
In Italia la mediazione culturale fece la sua comparsa agli inizi degli anni ‘90 quando la nel ns paese si passò dalla fase di inserimento di singoli immigrati alla seconda fase del ciclo migratorio, ovvero all’ accoglienza, alla stabilizzazione ed integrazione di nuclei familiari. La mediazione prese avvia prima in forma circoscritta e poi in modo sempre più diffuso, soprattutto al Nord dove infatti, si sperimento per la prima volta l’ utilizzo della nuova figura del mediatore.

Il mediatore culturale ha come obiettivi primari:
- Da un punto di vista pratico: promuovere l’ utilizzo di servizi e istituzioni italiane da parte dell’ utenza straniera, migliorare la qualità e l’ adeguamento delle prestazioni offerte dai servizi italiani, favorire l’ integrazione sociale della popolazione immigrata nella comunità locale, nei servizi sociali, nelle istituzioni scolastiche e culturali;
- Da un punto di vista linguistico-comunicativo: rimuovere gli ostacoli che impediscono la comunicazione tra i servizi/istituzioni italiani e utenza straniera;
- Da un punto di vista psicosociale: promuovere azioni di sostegno culturale alla mediazione nelle istituzioni di conflitto tra le comunità immigrate e le istituzioni italiane.
Il mediatore culturale si pone come agente attivo nel processo di integrazione e si pone come figura “ponte” fra gli stranieri e le istituzioni, senza sostituirsi ne agli uni ne alle altre, per favorire invece il raccordo fra soggetti di culture diverse. Ma soprattutto contribuisce a:
- Prevenire potenziali occasioni di conflitto favorendo le condizioni per l’ integrazione sociale e facilitando le pari opportunità nel godimento dei diritti;
- Aiutare il cittadino straniero ad inserirsi nella società italiana, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l’ uso dei servizi sociali, sanitari, educativi, culturali;
- Facilitare l’ incontro tra persone diverse attraverso la funzione di mediazione culturale religiosa che si esprime nella capacità di decodificare i codici dei due attori della relazione;
- Aiutare il cittadino straniero a leggere e comprendere a cultura italiana;
- Promuovere e valorizzare il ruolo degli stranieri come risorsa ed opportunità nel tessuto socioeconomico.
La presenza di un professionista esperto sul campo, come il Mediatore culturale, è di fondamentale importanza e Giustizia Mite è ben consapevole di ciò: sono infatti in programmazione percorsi di alta formazione che permetteranno di istituire una figura che diventi un ponte culturale tra civiltà differenti.
A cura dell' Addetto Stampa Giustizia Mite