29/11/2016

In questo mese di novembre si è molto parlato di una nuova sperimentazione in fatto di mediazione: quella che interviene nel settore ambientale. L’idea è partita dalla Camera di Commercio di Milano insieme con altri partner lombardi (tra cui Regione Lombardia, Confcommercio, etc.) e la si sta mettendo in pratica, ma l’intento è quello di ampliarla ad altre parti d’Italia e di divulgare questo tipo di cultura. Ma di cosa si parla quando si affronta l’argomento della mediazione ambientale?

Si tratta di uno strumento che potrebbe, se applicato bene, portare tutti i benefici della mediazione civile in un settore, come quello dell’ambiente, davvero delicato e difficile. I conflitti ambientali verrebbero, perciò, affrontati con il carico di esperienza della mediazione civile e commerciale ma su un argomento su cui il mediatore dovrà essere estremamente preparato. Tra gli obiettivi del progetto, che potrebbe essere esportato, anche la formazione di una specifica figura professionale, quella del mediatore ambientale, appunto, e la certificazione di tutti coloro che aderiscono a questa nuova professione.

Nello specifico, in cosa può tornare utile la mediazione ambientale? Innanzitutto per risolvere conflitti di tipo edilizio che abbiano ripercussioni sull’ambiente, evitando, quando è possibile, il blocco dei cantieri e dei lavori anche in caso di ristrutturazioni. Poi la mediazione ambientale può affrontare controversie anche su pagamento di canoni e bollette che interessino, ad esempio, il riscaldamento. Oppure si potrà occupare di mediare liti tra un Comune e dei cittadini per costruire aree verdi, o ancora intervenire nelle cause condominiali. Insomma, di potenzialità ne esistono molte, ed anche di vantaggi. Non resta che aspettare i risultati della sperimentazione e l’ampliamento del progetto a tutto il territorio nazionale.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano