14/12/2017

La prima e fondamentale spinta verso l’elaborazione e l’avvio di quello che è poi diventato il progetto per la mediazione dei conflitti ambientali è stata fornita dal riconoscimento di un’inadeguatezza del sistema giudiziario che, no¬nostante l’impegno di molti, di fatto, in troppi casi, per ragioni ontologiche e strut¬turali, non riesce a offrire risposte efficaci ed esaustive alle domande di Giustizia avanzate anche in materia ambientale.

Il processo è, per sua natura, uno strumento, fondamentale ma par¬ziale nel senso che impone di leggere un fatto attraverso una sola spe¬cifica lente, e ci consente di ottenere una sola, specifica risposta: quella che concerne la responsabilità giuridica di un soggetto personalmente individuato, in ordine a un dato fatto. Le sentenze individuano, accertano e dichiarano queste responsabilità ma, spesso, soprattutto nell’ambito del contenzioso in materia am¬bientale, non offrono una soluzione concreta al problema, altrettanto concreto, che da quelle responsabilità è disceso. In un contesto qual è il diritto dell’ambiente questo risultato è gravemente limitativo.

Quindi si è sentita la necessità di avere una risposta più completa ad una domanda alquanto complessa di giustizia. Oggi i conflitti ambientali assumono i caratteri di conflitti sociali, culturali, ideologici ed economici facendo sfumare i contorni tecnici e giuridici delle domande azionate in giudizio. Questo aspetto, decisivo e caratteriz¬zante, non può essere letto e, soprattutto, risolto, solo, attraverso le strette vie del diritto e della Giustizia ordinaria. A queste considerazioni si aggiungono i bisogni e le criticità rilevate nel campo del contenzioso ambientale che sono molteplici. La risoluzione di problemi connessi al diritto ambientale implica conoscenze tec¬niche importanti e complesse, spesso è necessario far fronte alle difficoltà tecniche in materia di quantificazio¬ne dei danni all’ambiente; i conflitti ambientali impongono, quasi sempre, un intervento tempestivo e, pos¬sibilmente, preventivo in caso di danno o rischio di danno ambientale e alla salute; occorre riuscire a raggiungere tali obiettivi con costi inferiori rispetto a quelli del contenzioso giudizia¬rio e con un grado maggiore riservatezza.

Inoltre è urgente ridurre il rischio, per gli operatori economici e gli Enti Locali, di interru¬zione o sospensione dei lavori o delle attività, bisogna poter accompagnare il cittadino nei procedimenti amministrativi e giudiziari che lo vedono opporsi a Istituzioni e Imprese di grandi dimensioni, per consentire un confronto paritario e profondo e quindi favorire la cultura del dialogo rispetto a quella del conflitto, la cura del bene comune rispetto allo sfruttamento dissennato delle risor¬se (esauribili) di cui disponiamo e l’accesso alle informazioni ambientali per garanti¬re un dialogo serio e consapevole.

A cura del responsabile scientifico di Concilia Lex S.p.A., avvocato Pietro Elia