25/10/2013

Giustizia Mite affronta il discorso sull’ambiguità delle leggi in termini di mediazione familiare, occorre più chiarezza. Quando gli interessi sono forti, esageratamente robusti per declinare, neanche la constatazione riuscirà a porre fine al conflitto. La sentenza del giudice, molto spesso, segna solo una tregua apparente. Quando le parti coinvolte nel conflitto sono una coppia ormai scoppiata e, magari, si sta discutendo dell’affidamento dei figli, la gravità è enorme e a pagare tutto sono proprio quest’ultimi.

Giustizia Mite promuove la Mediazione familiare come lo strumento più adatto per migliorare la comunicazione. Tutto questo al fine di amministrare la separazione in maniera matura e non traumatica, principalmente per i bambini. E la tutela dei bambini guida le argomentazioni di chi è pronto a sostenere sostiene con forza l’opportunità della mediazione familiare obbligatoria. Basti pensare che, in Europa, questa opzione è sperimentata da anni. In Inghilterra, dal 6 aprile 2011, è annunciato almeno un incontro obbligatorio di mediazione familiare “preventiva”, cioè precedente alla creazione del giudizio. In Norvegia, invece, la perentorietà dell’istituto è in vigore già dal 1993. La Ratio Legis rappresenta l’economizzazione dei tempi del processo, ma anche la tutela dei soggetti più deboli coinvolti nel conflitto.

Giustizia Mite afferma che la mediazione familiare, per seguire il suo giusto percorso, deve essere imposta come obbligo ma assecondare sempre la volontarietà degli accordi. Se la mediazione nasce dove non c’è consapevolezza e intenzione, nessun obbligo potrà essere elargito e non ci sarà mai accordo.
Occorre puntare su di una soluzione intermedia che, sicuramente, potrebbe essere l’obbligo informativo preventivo: la mediazione familiare, in questo caso, sarebbe ancora facoltativa ma, facilmente, i due genitori sarebbero obbligati ad acquisire notizie presso le varie associazioni del settore. In questa direzione spingono due recenti disegni di legge. Stiamo parlando del ddl 957 e del ddl 2454, mostrati in Senato rispettivamente nel 2008 e nel 2010. Ambedue i testi anticipano l’inserimento nel codice di procedura civile di un nuovo articolo: la “Mediazione familiare”, appunto.

Appare evidente che i disegni di legge ricordati attendono ancora di essere analizzati. Nell’attesa di ottenere finalmente una normativa statale, i centri famiglia e le associazioni continuano ad esercitare la mediazione familiare in base agli standard del Forum Europeo di mediazione familiare.

A cura di Vinicio Marchetti, Addetto Stampa GIUSTIZIA MITE