22/11/2016

La Mediazione familiare comincia ad attirare una maggiore attenzione da parte del nostro Parlamento, grazie anche all’organizzazione di incontri pubblici sul tema. Uno di questi, intitolato “Dal conflitto al rispetto - verso una cultura della mediazione” voluto proprio dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza alla Camera dei deputati, si è svolto qualche giorno fa a palazzo Montecitorio, davanti alla presenza, tra gli altri, di Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati e dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

Da parte di quest’ultima sono arrivate le dichiarazioni che meglio fanno sperare in una maggiore inclusione di questa procedura, che viene auspicata come obbligatoria “in caso di conflitto tra i genitori, per cui sarebbe opportuno rendere obbligatoria la mediazione familiare, quando sono coinvolti figli minori”. Per Brambilla, infatti “L’istituto della mediazione può proporsi come efficace rimedio, specialmente nell’ambito familiare, dove l’interesse primario da tutelare è quello dei figli minori”, dal momento che “La risoluzione per via giudiziaria delle controversie ha un limite evidente: lascia sopravvivere una lacerazione nel tessuto sociale, tra vincitore e vinto, tra prevalente e soccombente, tra ragione e torto..”.

Vengono dunque comprese e rivalutate le molteplici e valide potenzialità della mediazione familiare, che se ben applicata potrebbe snellire di molto il carico giudiziario. “Da noi – prosegue l’on. Brambilla - la crisi familiare trova quasi sempre sbocco in Tribunale. In altri paesi non è necessariamente così, perché la mediazione familiare è incoraggiata o obbligatoria prima di ricorrere al giudice. Penso che dovremmo seguire le migliori pratiche europee e rendere la mediazione obbligatoria quando ci sono figli minori. Ridurre e controllare la conflittualità dei genitori in una separazione vuol dire contenere il trauma al quale i figli sono inevitabilmente esposti”.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano