21/03/2017

Sempre di più i coniugi separati (più spesso i padri) vivono una situazione di indigenza e nuova povertà, a causa delle spese dovute alla corresponsione dell'assegno di mantenimento per l'altro ex coniuge e per i figli, oltre che per ulteriori uscite derivanti dalla ricerca di nuove abitazioni. Gli ultimi numeri noti parlano di più di 850 mila italiani in queste condizioni, costretti, il più delle volte, a rivolgersi alla Caritas o ai dormitori pubblici.

Vista la situazione, anche la politica si è accorta che occorre fare qualcosa. Recentemente una proposta venuta dal gruppo consiliare di FI alla Regione Puglia ha messo in evidenza il vuoto legislativo in tal senso e potrebbe rappresentare un input per la Giurisprudenza italiana. Gli ingredienti principali per ammortizzare (se non risolvere) il problema sono, secondo questa proposta: incentivi in denaro, sostegno abitativo, mediazione familiare.

Per la proposta di legge sono stati stanziati inizialmente 500 mila euro: 350 mila euro come contributo ai Comuni al fine di finanziare alloggi a prezzi vantaggiosi (e per sostenere morosi non colpevoli) e circa 150 mila euro per rimborso di ticket sanitari o per agevolare prestiti a tassi convenienti.

Ma un'enorme voce in capitolo spetta anche alla mediazione familiare, strumento formidabile per aiutare le coppie in procinto di separazione. La Mediazione familiare è infatti un percorso alternativo di aiuto alle famiglie a cui si può ricorrere prima, durante e dopo la separazione o il divorzio, ed è di enorme sostegno alle coppie in crisi indecise sul da farsi. Il percorso, coadiuvato da un mediatore, figura terza e imparziale, offre alla coppia la possibilità di raggiungere accordi concreti e duraturi, soddisfacenti per sé e per i propri figli, superando responsabilmente il conflitto iniziale e situazioni critiche che poi possono condurre anche all'indigenza.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano