20/11/2013

Come molti sapranno, Giustizia Mite promuove da tempo l’inserimento della Mediazione Minorile e, soprattutto, della Mediazione scolastica, come una irrinunciabile ancora di salvezza per i nostri giovani. Questo passaggio diviene sempre più importante e fondamentale nel momento in cui veniamo a conoscenza di fatti ed eventi di cronaca che, con un po’ di accortezza, avremmo potuto facilmente evitare che accadessero.
Nella fattispecie, una semplice e, se vogliamo, banale lite tra studenti in una scuole media, ha portato al grave ferimento di un ragazzino. Lo stesso è dovuto essere trasportato in ospedale con una gamba spezzata. Il “branco”, così viene chiamato oggigiorno, era composto da 5 ragazzini di età media non superiore ai 12 e 13 anni. Il tutto si è svolto, poi, in Via Cesare Battisti, molto vicino all’istituto Michele Sasso.

Stando a quanto riportato e ricostruito dai carabinieri, i cinque ragazzini (tutti di età compresa tra 12 e 13 anni) avrebbero aggredito con forza e innata violenza il loro giovane coetaneo. Il tutto, sempre leggendo i verbali degli inquirenti, per una semplice lite tra ragazzi scoppiata nell’androne esterno della scuola. La vittima tredicenne, purtroppo, non ha riportato la sola frattura delle ossa della gamba, ma numerose e profonde ferite su tutto il corpo.
Quando la violenza si è placata, il giovane è stato immediatamente trasportato all'ospedale Santobono dove i carabinieri hanno potuto procede con l’identificazione degli autori dell'aggressione. Stiamo parlando, infatti, di ragazzini in età non imputabile. Del caso, poi, si è immediatamente interessato il tribunale dei minori.
Anche in questo caso ci troviamo davanti a un caso in cui, la Mediazione scolastica, se presente, avrebbe potuto giocare un ruolo determinante ma, fino a quando non rimarremo ancorati a erronee tradizioni appartenenti al passato, tutto questo sarà destinato a ripetersi.

A cura di Vinicio Marchetti, Addetto Stampa GIUSTIZIA MITE