07/03/2016

Sebbene sia trascorso più di un anno da quando il Tribunale di Firenze, con l’ordinanza del 26 novembre 2014, si è pronunciato in materia di partecipazione effettiva delle parti ad un incontro di mediazione, il concetto non viene mai ribadito abbastanza. All’epoca si stabilì infatti che nelle materie in cui la mediazione viene prevista come obbligatoria le parti devono partecipare attivamente, insieme con l’assistenza di un avvocato, e non considerare questo appuntamento come un mero step burocratico.

Secondo questa ordinanza, dunque, che riprende il pensiero e la pronuncia di altri tribunali in Italia, la presenza delle parti in mediazione è dunque obbligatoria, insieme con un avvocato, e la procedura di mediazione deve essere effettivamente avviata. Questo significa che non basta un semplice “incontro preliminare” in cui viene sottolineata la non volontà (da parte di entrambe le parti) di portare avanti la mediazione.

In pratica non si fa altro che ricordare la legge la quale, all’art. 8 comma 1 del Dlgs 28/2010, stabilisce che Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.

Occorre poi sottolineare che le parti non possono delegare il loro avvocato di presiedere alla mediazione, ma dovranno presentarsi di persona, dal momento che una mediazione ha“natura personalissima e non è delegabile”. In caso di assenza delle parti, dunque, la mediazione dovrà essere rimandata a nuova data e riavviata.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano