01/09/2016

Molto spesso in questa sezione dedicata alle notizie sulla “Restorative Justice” parliamo di mediazione penale, delle sue caratteristiche, di come funziona quando essa è rivolta ai minori e di quali siano i corsi che Giustizia Mite mette a disposizione in tal senso . Qual è però la situazione negli altri Paesi europei? Sono ai livelli italiani per attuazione di questo strumento oppure no? Ecco brevemente un quadro di sintesi*.

Se l’Italia, dunque, procede a passi molto lenti verso questa direzione, ponendo in essere ancora molte domande, in un Paese come la Spagna, ad esempio, sono moltissimi i passi avanti fatti, per non parlare dell’area anglosassone (Inghilterra, Scozia e Galles) in cui gli strumenti di “Restorative Justice” vengono ampiamente adoperati, soprattutto in ambito minorile. (il Crime and Disorder Act è del 1998). Un esempio di best practice arriva, ancora una volta, invece, dalla Scandinavia, Finlandia in primis. Benché infatti i finlandesi siano poco più di 5 milioni, il concetto di mediazione è entrato a far parte del sentire comune già nei primi anni ’80, con mediazioni penali che detengono il larghissima percentuale esito positivo. Qui la mediazione viene attivata già in fase di indagini preliminari dal Pm oppure, in alternativa, dalla polizia che informa direttamente le parti interessate.

Altro Paese virtuoso è il Belgio, dove la Mediazione Penale fa parte della legislazione da più di vent’anni (1994) anche se solo per quei reati che prevedono fino a due anni di reclusione. Si punta invece su finalità rieducative e sociali in Germania ed in Austria, mentre in Francia la situazione è simile a quella italiana, con moltissime istituzioni private (talvolta di volontari) che cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questo strumento.

*Alcuni dati sono tratti dall’articolo “Giustizia Riparativa e Mediazioni penali in Europa” Greifswald, Germania, 4-5 maggio 2012

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano