27/08/2013

La cultura della mediazione è indirizzata a risolvere i conflitti trasformandoli, se vogliamo, in una crescita personale dell’individuo. Con la mediazione, infatti, possiamo dire che non esistano ne vincitori ne vinti. La soluzione finale è ottenuta mediante l’unione di entrambe le parti.

Proprio in virtù di questo, inserire la  cultura della mediazione all’interno delle scuole può rivelarsi essere una soluzione ottima per risolvere quei conflitti e quelle valenze negative che, molto comunemente, possono scaturire.

L’importanza della diffusione della pratica della mediazione diventerebbe, ancora, una eccezionale opportunità formativa.

È nel periodo della scuola, infatti, che tutti i più importanti conflitti soci/cognitivi si trasformano nel motore dello sviluppo intellettuale. Il singolo individuo può progredire intellettualmente se il conflitto che nasce diventa un muro tra la sua visione della vita e quella degli altri. In virtù di tutto questo, la considerazione del conflitto è da considerarsi inevitabile nella vita di ciascuna persona. Può essere spinta verso la considerazione positiva  e la completa accettazione. I disagi possono essere affrontati con maggiore semplicità e tranquillità.

La mediazione, quindi, non rappresenta soltanto un processo indirizzato all’evoluzione costruttiva di un conflitto ma, anche e soprattutto, a riprendere le parti in difficoltà ricreando quei canali di comunicazione che, ormai, sembravano perduti per sempre.

Al momento, la  mediazione scolastica viene riconosciuta soltanto come una tecnica di composizione delle controversie, ma non come un reale e indispensabile processo educativo.

In realtà, con la mediazione, è possibile favorire la crescita relazionale ed emozionale dell’individuo indirizzandolo alla comprensione della diversità e difendendo i principi della comprensione e del rispetto.

Molto chiara, in tal senso, è la visione schematica finalizzata alla spiegazione dei progetti di Mediazione scolastica che, negli Stati Uniti, è stata presentata con successo dall’associazione CREnet, (Conflict Resolution Education Net) esposta da Sandra Sandy.


In base a questi progetti, la mediazione scolastica può essere realizzata su cinque livelli:

 Il primo, senza ombra di dubbio, è il livello di sistema disciplinare; ancora, poi, il curriculum didattico, il livello pedagogico, l’indispensabile cultura scolastica e, infine, a livello di ambiente domestico e di comunità.

Inserire la mediazione all’interno delle scuole, adesso, può essere, davvero, una scelta necessaria.

A cura di Vinicio Marchetti Addetto Stampa Giustizia Mite