22/03/2016

Buone notizie per quanto riguarda il ricorso alla negoziazione assistita, ma solo in materia di separazioni e divorzi. Le altre materie, infatti, sembrano essere prese poco in considerazione. È quanto si può dedurre dai dati (seppure non completi, bisogna specificarlo) comunicati dal ministro della Giustizia Andrea Orlando in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del CNF, Consiglio Nazionale Forense, avvenuto lo scorso 3 marzo. I numeri si rifanno ad un campione parziale e non ufficiale messo a disposizione dallo stesso Cnf, ma servono comunque a dare un generico quadro della situazione.

Ecco allora qualche percentuale: su circa 3019 accordi conclusisi in maniera positiva il ricorso alla negoziazione assistita può dirsi soddisfacente in materia di separazioni e divorzi, che costituiscono il 75% di tutti gli accordi (62% per coppie senza figli, 13% per coppie con figli). A tale dato corrisponde una diminuzione di circa il 20% dei procedimenti giudiziari nelle stesse materie rispetto allo scorso anno.

L’altra faccia della medaglia è data dal dato residuale: un 25% esiguo attinente a ricorsi alla negoziazione assistita per altre materie, comprensivo non solo dei procedimenti facoltativi, ma anche di quelli in cui questo tipo di conciliazione è propedeutico alla procedibiltà. All’interno di questo 25% una larga fetta è data, infine, dai risarcimenti danni in tema di R.C.A. e da contenziosi che prevedono risarcimenti sotto i 50 mila euro.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano