28/05/2014

Non puoi insegnare niente ad un uomo; puoi solo aiutarlo a scoprirlo in se stesso”. (Galileo)

La mediazione alla pari è una forma di risoluzione del conflitto nella quale uno studente appositamente addestrato, aiuta i suoi “colleghi” a risolvere le dispute quotidiane. La partecipazione a questo genere di mediazione è volontaria per tutte le parti coinvolte nel conflitto. La peer mediation è sia un programma sia un processo. E’ un programma, perché le scuole approntano apposite risorse in termini di costi, di conoscenze e competenze per formare, all’ interno del corpo studentesco e con l’ ausilio di un coordinatore riconosciuto come autorevole dagli studenti, un team di allievi sulle tecniche di ascolto e sulla gestione dei conflitti in ambito scolastico.
In quanto processo la peer mediation prevede alcuni step definiti: inizialmente le parti compilano un questionario propedeutico, stabilendo le regole di fondo e accettando di ascoltare l’ altra parte senza interrompere. Durante la partecipazione agli incontri, partecipazione che è sempre volontaria, attraverso la sollecitazione di domande e delucidazioni, il compagno-mediatore induce le parti a raccontare la propria versione dei fatti, concentrandosi sulle questioni e facendole intraprendere uno scambio di ruoli, finalizzato alla comprensione del punto di vista della parte opposta. Alla fine ogni parte esprimerà le soluzioni che ciascuna ritiene possibile, prontamente appuntate dallo studente-mediatore; tra esse verranno prese in considerazione solo quelle sulle quali le parti mostrano accordo.

I generi di conflitto che in ambito scolastico possono trovare profittevole il ricorso alla peer mediation sono quelli che riguardano:

• Uso scorretto dei mezzi di comunicazione sociale
• Difficoltà relazionali e molestie
• Dicerie e gossip
• Imbrogli e furti
• Scontro/confronto razionale e culturale
• Vandalismo
• Bullismo

Per tutte le sessioni di peer mediation sia lo studente-mediatore che il coordinatore del programma devono garantire la massima riservatezza. Restano escluse dal programma-processo, perché di maggiore gravità, i conflitti relativi ad abusi sessuali, aggressione, uso di droga e possesso armi: su queste materie lo studente-mediatore informerà le parti di non essere tenuto alla riservatezza.
Quando la mediazione alla pari è effettivamente sostenuta, gli studenti- mediatori sono entusiasti di offrire il loro supporto e le parti sono grate dell’ aiuto offertogli. Aiutando gli studenti a risolvere e ad imparare dai conflitti interpersonali, i programmi di mediazione alla pari fanno progredire le missioni educative delle scuole nelle quali operano.

A cura dell' Addetto Stampa Giustizia Mite