13/07/2017

Il sostegno che un percorso di Mediazione familiare può apportare ad un nucleo familiare (o ad una coppia in caso di Mediazione coniugale) durante il delicato e complesso passaggio alla separazione prima e poi al divorzio è ormai abbastanza noto. Quello che ancora appare poco conosciuto, invece, sono le modalità di avvio ed i meccanismi di svolgimento di questo tipo di mediazione, insieme con i temi per cui esso viene scelto.

Cominciamo col dire che possono richiedere una mediazione familiare tutte le coppie (coniugate o di fatto) che hanno dei problemi di relazione, e stiano per separarsi, oppure coppie separate legalmente. Le coppie con figli sono quelle più presenti numericamente, (anche se è preferibile non far partecipare i minori alle sedute, per preservarli da eventuali litigi e conflitti tra madre e padre). La richiesta può però avvenire anche nei casi in cui c’è bisogno di modificare gli accordi stabiliti in passato dal Tribunale. Diversi sono i temi che possono essere affrontati in un percorso di mediazione familiare o coniugale.

Tra questi il più frequente è senz’altro quello della gestione dei figli e del loro affidamento in ambito di separazioni, ma molto presenti sono anche l’assegnazione della casa coniugale, i problemi di tipo economico per la gestione della casa e delle cose comuni, l’affrontare i conflitti relazionali e i gap di comunicazione tra i coniugi, la rideterminazione dell’assegno di mantenimento. A tale percorso può essere poi affiancato anche un discorso più articolato, di tipo psicoterapeutico o di counseling, che opererà anche in casi come elaborazione del lutto, danni gravi di tipo economico, e così via. Ciò che è davvero importante per evitare fallimenti è invece la continuità, sia della qualità della mediazione, sia delle sedute, per far sì di arrivare ad un risultato soddisfacente.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano