01/08/2017

Anche il principio di bigenitorialità non ha valenza assoluta ma può essere messo da parte nel caso in cui il minore, sentito nelle sedi dovute, esprima disagio all’interno di un affido condiviso.

L’ordinanza della Corte di Cassazione (n.18734/2017) in proposito è stata chiara: se l’affido condiviso va contro gli interessi del minore e quest’ultimo non nasconde la cosa, anzi, dichiara apertamente di non volere stare con il padre, la bigenitorialità viene annullata. La decisione degli Ermellini non ha fatto altro che confermare, in questo caso, quanto già stabilito in precedenza dalla Corte d’Appello.

Quanto deciso dalla Suprema Corte pochi giorni fa (il 27 luglio) darà sicuramente adito a repliche, ma sicuramente mette in luce l’importanza crescente che negli ultimi anni stanno assumendo i pareri dei figli minorenni all’interno delle cause di separazione e divorzio.

Nel caso di specie però occorre sottolinearlo, a dare la spinta decisiva alla sentenza emessa dalla Cassazione non è stata la carenza genitoriale da parte del padre o la sua inabilità ad essere genitore, bensì la sua “assenza”, dal momento che i due coniugi si erano separati prima che la minore in questione nascesse. Non conoscendo il padre, l’adolescente si è rifiutata di vivere con lui.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite dott.ssa Jenny Giordano