19/01/2017

In arrivo finalmente il Fondo di garanzia che assicura il versamento dell’assegno di divorzio da parte dello Stato se l’ex coniuge si rifiuta di adempiere al suo dovere. Il decreto di attuazione (che risale al 15 dicembre 2016) è stato pubblicato da parte del Ministero della Giustizia lo scorso 14 gennaio in Gazzetta Ufficiale. Il Fondo di solidarietà al coniuge che versa in stato di bisogno era in realtà già stato previsto dalla Legge di Stabilità del 2015. Vediamo in cosa consiste e chi vi può accedere.

Il Fondo di garanzia per l’assegno di divorzio non è altro che un aiuto concreto da parte dello Stato al coniuge che, in una situazione di separazione o divorzio, guadagna meno (indipendentemente che sia il marito o la moglie) e non può contare sul versamento dell’assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge. Si comincia con una dotazione nelle Casse Statali non altissima (750 mila euro) ma che può essere il punto di partenza e di sperimentazione per i prossimi anni.

Per usufruire del fondo, però, esistono delle condizioni. Innanzitutto occorre essere in grado di dimostrare di essere separati o divorziati e di non essere in grado di mantenere né sé stessi né i figli minorenni o maggiorenni portatori di grave handicap. Serve inoltre dimostrare di non aver ricevuto l’assegno di mantenimento tanto da arrivare a produrre un Isee che arrivi al massimo a 3.000 euro. La richiesta può essere portata avanti presso uno dei tribunali nei capoluoghi sede di Corte d’Appello, ovviamente relativo al proprio Comune di residenza. Il Tribunale avrà a disposizione 30 giorni per valutare la domanda, dopodiché, in caso positivo, la trasmetterà al Ministero della Giustizia che comincerà ad erogare l’assegno (in questa fase trimestrale, per via dei fondi di cifra non elevatissima).

Per tutti gli altri dettagli (documenti da presentare, modalità e tempistiche) si potrà consultare il provvedimento del 15 dicembre 2016 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.11 del 14 gennaio 2017. A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano