03/01/2017

Con la convenzione di negoziazione, sancita dall’art. 6 della legge 162 del 2014 i coniugi, assistiti da almeno un avvocato per parte, potranno definire consensualmente la loro separazione anche senza finire davanti al Giudice, ma deve essere obbligatorio che nell’accordo si parli di tentativo di mediazione familiare, e nella proposta di esperirlo. Tale accordo è identico ai provvedimenti giudiziali che vengono adottati in sede di separazione, divorzio e modifica delle condizioni. La legge in questione, dunque, ribadisce come deve essere chiaramente indicato che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di tentare la Mediazione familiare e dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascun genitore.

La stessa legge 162/2014 all’articolo 12 prevede poi la cosiddetta procedura davanti ad un ufficiale di Stato Civile: i coniugi possono presentarsi ad esso anche direttamente, senza intermediari (quindi la presenza di un avvocato diventa facoltativa). C’è però una condizione: questo tipo di procedura è percorribile a patto che non si abbiano figli minori a carico, oppure portatori di disabilità o non economicamente autosufficienti. A quel punto i coniugi dovranno ricomparire dopo un mese di nuovo al cospetto dell’ufficiale di Stato Civile del Comune e poi far seguire una separazione di fatto di 12 mesi oppure di 6 mesi in caso di separazione consensuale. Se invece si rientra nei casi di genitorialità di figli minorenni o portatori di handicap oppure maggiorenni non autosufficienti economicamente si potrà scegliere la strada della negoziazione assistita davanti ad avvocati, senza dover necessariamente passare dal Tribunale.

A questo iter si può affiancare quello della Mediazione familiare, quando il Giudice ne ravvisi l’esigenza per meglio raggiungere un accordo, oppure quando siano i figli stessi a portare avanti questo tipo di richiesta, in base all’ art. 155-sexies c.c. comma II della legge 8 febbraio 2006 n. 54. In questo modo si cerca di ripristinare un nuovo equilibrio nella delicata fase di transizione da una stabilità di convivenza ad una separazione, o da una separazione ad un divorzio.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano