27/06/2016

Si sa che uno dei rischi più grandi quando una coppia affronta una separazione o un divorzio è quello di creare disorientamento e disagio nei figli, in particolare se minori, che possono risentirne nel loro sviluppo psico-affettivo. Esistono però delle figure che possono risultare di enorme aiuto nell’appianamento del conflitto o nella migliore gestione di quest’ultimo, e sono i nonni. I nonni possono infatti, secondo l’opinione di una buona parte degli psicologi infantili e dei mediatori familiari, contribuire alla formazione di un saldo senso di sicurezza del bambino o del pre-adolescente.

Il tempo trascorso a casa dei nonni, dunque, può costituire per i minori una sorta di “cuscinetto”, che va ad ammortizzare il loro impatto emotivo verso la separazione o il divorzio dei genitori. La riforma degli ultimi anni che si è avuta nel campo del diritto di famiglia ha dato inoltre alla figura dei nonni l’importanza che da tempo spettava loro, consentendo di accompagnare i bambini nella crescita e di trasferire importantissimi valori familiari.

Prima, infatti, con la legge sull’affido condiviso del 2006, veniva sì riconosciuto ai minori il diritto di mantenere solidi rapporti con i nonni, ma non veniva previsto un uguale diritto in senso opposto: un diritto cioè dei nonni che autonomamente volessero coltivare e mantenere un rapporto con i loro nipoti, senza il filtro dei genitori.

Oggi, dunque, il quadro è radicalmente cambiato, ricordando che il codice civile impone anche ai nonni di intervenire economicamente nel mantenimento dei nipoti qualora i genitori dovessero trovarsi in gravi difficoltà economiche. La loro importanza, quindi, viene sancita, giustamente, anche dal diritto.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite, dott.ssa Jenny Giordano