22/08/2017

Cattive notizie per chi ha subìto stalking da qualcuno, soprattutto se il reato è soggetto a querela revocabile. Secondo l’ultima riforma del processo penale, infatti, entrata in vigore da pochissimo tempo, il reato ex art. 612-bis del codice penale potrà essere cancellato con la mera riparazione del danno.

Questo indipendentemente dal volere della vittima, ma solo se ci sarà un consenso da parte del giudice. Accade ciò in quanto il reato di stalking (senza le aggravanti, ben inteso) rientra in quella tipologia di reati soggetti a remissione della querela, e che, per la riforma del processo penale, possono essere estinti attraverso un risarcimento del danno.

Quello che lascia perplessi in molti è che la norma non subordina l'efficacia della condotta riparatoria all'accettazione dell'offerta da parte della vittima: basta anche la sola offerta reale di una somma che, aldilà di ciò che pensa la persona offesa dal reato, è dal giudice reputata congrua. È bene ricordare, però, che la riparazione del danno (che può avvenire anche attraverso risarcimento in denaro) dovrà effettuarsi nei termini della risoluzione del primo grado del processo. Il risarcimento potrà essere pagato dal colpevole anche “a rate” (decise dal giudice) che non dovranno superare il termine dei sei mesi. Qualora poi l'imputato dimostri di non aver potuto adempiere nel termine ordinario per fatto a lui non addebitabile accade che il processo sarà sospeso, così come la prescrizione stessa.

A cura dell'addetto stampa Giustizia Mite dott.ssa Jenny Giordano