23/07/2014

La sentenza del 26 marzo 2014 del tribunale di Perugia ha dimostrato quanto , avvolte, l’ ascolto del minore, per le modifiche delle condizioni dell’ affido e del collocamento presso uno dei genitori separati, non sia manifestamente superfluo.
La suddetta sentenza, infatti, aveva stabilito: l’ affido congiunto a entrambi i genitori dei due figli; collocamento presso la madre; l’ obbligo del padre di versare un assegno mensile per il loro mantenimento.
A distanza di un anno dalla sentenza, uno dei due figli aveva deciso di voler restare col padre, il quale, in base all’ art. 710 del Codice di procedura civile, aveva chiesto che il figlio potesse rimanere con lui, revocando l’ assegno mensile. Ciò aveva trovato l’ opposizione da parte della madre, in quanto, a suo dire, le richieste del marito non erano altro che un modo per evitare il versamento dell’ assegno mensile.

E’ a questo punto che è entrato in scena il figlio: l’ ascolto del minore, secondo il Tribunale, infatti, costituiva lo snodo essenziale dell’ accertamento da svolgere in contraddittorio, delegandolo al giudice istruttore. Nel corso dell’ accertamento il minore aveva dimostrato il suo desiderio di vivere col padre, in quanto si sentiva più protetto e non era costretto a restare da solo, come accadeva spesso a casa con la madre.
Raccolte tali dichiarazioni, il Tribunale effettuò le dovute verifiche: aveva escluso che la volontà del minore fosse strumentalizzata; aveva esaminato che il desiderio del figlio di vivere col padre, dipendeva anche dal fatto che nel paese in cui risiedeva, poteva contare sulla presenza di numerosi amici che aveva frequentato fin da prima della separazione dei genitori; aveva, poi ritenuto del tutto infondate le opposizioni della madre.
Il Tribunale aveva cosi fissato il collocamento di uno dei due figli col padre, ma non aveva accolto la richiesta dell’ eliminazione integrale dell’ assegno mensile, in quanto il padre era tenuto ad adempiere il suo obbligo di mantenimento dell’ altra figlia, ragion per cui era stato solo dimezzato.
Questa testimonianza del Tribunale di Pescara rappresenta solo una delle tante criticità del D.lgs 154/2013 nell’ applicazione dell’ affido condiviso. Giustizia Mite ha da sempre mostrato un vivo interesse per queste delicate tematiche e, infatti, il 19 settembre 2014 è in programmazione, presso il C.I.S.S.P.A.T di Padova, un Seminario di diritto di famiglia. E’ un occasione per conoscere e approfondire il possibile conflitto tra diritti del minore e suo interesse, l’ ascolto del minore ove non manifestatamente superfluo, il diritto di cambiare residenza. A condurre il seminario e ad esporre tali argomentazioni sarà il Prof. Marino Maglietta, motivo in più per prendervi parte! L’ associazione in collaborazione con il prestigioso istituto C.I.S.S.P.A.T. danno voce al padre dell’ affido condiviso.

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A cura dell' Addetto Stampa Giustizia Mite